Lo street food non è solo il trend del momento, ma una riscoperta delle proprie radici e un nuovo modo di vivere il millenario rapporto di una cultura con il suo cibo tipico.

Lo street food a Napoli è vita, passione e arte. Amato e consumato tanto dai turisti stranieri quanto dai napoletani veraci, il buon cibo da strada risponde perfettamente alle esigenze di una vita frenetica scandita da ritmi serrati e improntata alla rapidità – sempre, dovunque e comunque.

Le due regole d’oro dello street food sono:

Convenienza: i prezzi oscillano da 1€ a 3,50€. Un prezzo davvero basso che rende il prodotto accessibile proprio a tutti (dallo studente al lavoratore professionista, passando per il turista). Per la serie buona per il palato e buona per le tasche.

Velocità: adatto a soddisfare una fame improvvisa, senza rinunciare alla qualità e alla bontà di un pasto a tavola.

Ma anche l’occhio vuole la sua parte. L’immagine è di primaria importanza e una bella foto “succulenta” e artistica diviene essenziale come veicolo di forza del prodotto in versione on the road.

magnifici sette dello street food napoletano sono:

La pizza a portafoglio: servita calda e fumante e piegata a 4 a mò di portafoglio (di qui il nome), avvolta in un foglio di carta simile a quelli usati per il pane cafone, non ha nulla da invidiare a una vera pizza – perché a Napoli si sa anche la pizza a portafoglio è una cosa seria.

La Pizza fritta: offerta bollente e dorata, l’oro di Napoli – spesso associata al volto di Sophia Loren per il celebre film che la vide nelle vesti di pizzaiola verace – è un’esplosione di ciccioli di maiale (detti anche cicoli), ricotta, pepe grosso e pomodoro (le numerose felici e anche curiose varianti meritano un discorso a parte). Risale addirittura al dopoguerra.

Il  Tarallo sugna e pepe– in versione on the road; o per chi preferisce sapori dolci il Babà da passeggio, la Sfogliatella riccia (o frolla) e il Gelato artigianale (in cono o coppetta).

Il Cuoppo (di mare o di terra poco cambia), è il tripudio del fritto servito in cartoccio, il cuoppo appunto, e gustato ovviamente bollente.

Non resta che assaggiarli tutti passeggiando per i vicoletti e i vicoli di Napoli.

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