Prodotti pasquali e non quintuplicati in pochi giorni

Coronavirus e impennata dei prezzi. A Napoli non si registra più solo per le mascherine e i gel igienizzanti, ma anche nel settore alimentare. Ad aumentare sono non solo i generi di prima necessità, ma anche prodotti tipici pasquali come Colombe, Uova di cioccolato e l’occorrente per Tortani, Pastiere, Casatielli, affettati, uova e formaggi vari e derivati (ricotta salata e capocollo su tutti).

Stando a quando riferito dalla Guardia di Finanza, i prezzi sarebbero quattro o cinque volte superiori rispetto alla settimana scorsa.

In particolare ad alzare i prezzi in modo abnorme e indiscriminato sarebbero le salumerie e i minimarket. Questo perché con i blocchi stradali che limitano la circolazione a poche decine di metri dalle abitazioni, il negozio sotto casa rappresenta l’unica possibile fonte di approvvigionamento per le famiglie. Difatti un monopolio senza concorrenza in molte zone della città.

Gli artefici di ciò, stando all’indagine della Finanza, sarebbero in primis gli esercizi commerciali a conduzione familiare. L’accusa per loro riguarda in molti casi la mancata esposizione dei prezzi di questi prodotti. Una vendita infame che ha visto lievitare il prezzo di un uovo di cioccolato anche di quattro volte rispetto alla settimana scorsa.

La denuncia è partita da alcuni cittadini muniti di scontrini con cerchiato il prezzo incriminato: 13 euro un uovo di Pasqua normalissimo: 9 euro di aumento! Ciò si registrerebbe soprattutto nei quartieri “bene” di Vomero, Arenella, Chiaia, Posillipo.

Le manovre speculative riguardano anche frutta e verdura (fari puntati su negozi di frutta e fruttivendoli) senza tralasciare quello che è diventato più ricercato dell’oro: il lievito di birra. In una regione, la Campania, dove sono vietate anche le consegne a domicilio di pizze, il celebre dado fresco è introvabile da inizio Marzo. E visto che l’unico modo di mangiare una pizza qui è farsela da soli a casa, cosa hanno pensato bene gli esercenti? Niente più rifornimenti di lieviti freschi, bensì panetti da mezzo chilo o lievito essiccato. Risultato? Panetti in vendita anche a 18 euro l’uno (a fronte di 0,50 per due dadi). Ormai c’è chi pensa d’investire in grano e prodotti agroalimentari piuttosto che in Borsa o in oro e pietre preziose…

 

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